Gofri….la storia di Natale

Posted on dicembre 10, 2012 di

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Roure inverno

In queste notti stellate, limpide a chiare, come solo il cielo d’inverno sa essere, non posso fare a meno di pensare alla bellezza delle cose semplici. A quei momenti, non così lontani, in cui erano le emozioni ed i veri sentimenti a tenerci uniti alle persone, ai luoghi, a questa vita che troppo spesso ci sfugge, scivola via, lasciandoci vuoti e freddi. In questo che sembra essere un lungo inverno vorrei che il nostro cuore si scaldasse un pò come un tempo, tra amici, veri, al suono di voci care che raccontano di una vita semplice fatta di tavolate sorridenti, di gente viva, di mani sudate, di sguardi e di sorrisi.

“Fuori il freddo… tanto freddo… la neve, con il suo velo silenzioso, copre ogni angolo della piccola borgata, i tetti, le pietre, i campi, gli alberi lassù in cima alla montagna, la

 

ciarriera dove si passa per andare da una casa all’altra.

Nella stalla, il posto più caldo di tutta la casa, specialmente a gennaio, quando il freddo arriva a farti bruciare le mani, ci si fa tutti più compagnia, ci sono le tre mucche, legate alla greppia, ci sono le galline, nell’angolo più buio e ci sono i conigli che saltellano di qua e di là, rosicchiando tutto ciò che trovano. Poi ci sono i due letti, uno mio e di mio fratello, l’altro di papà e mamma e sul lato illuminato da due finestrelle c’è la “cucina” con un tavolo, la credenza e “lou puaile”, la stufa che viene accesa solo per cucinare perché nella stalla non fa freddo.

Sono passati più di tre mesi dall’ultima volta che abbiamo fatto il pane e, quello che ci rimane è già altroché secco, a tagliarlo sembra di tagliare una pietra, si spacca in mille pezzi e si può mangiare solo ammollato nel latte o nella minestra.

Ha ripreso a nevicare, sembra quasi che ci sia più silenzio, quando nevica. E’ già buio da un pezzo ma sono comunque felice perché questa sera mia mamma ci fa “lou gofre” da mangiare con la minestra. I due ferri che servono per far cuocere l’impasto sono già sulla stufa, a scaldare, ed il pezzettino di lardo che passiamo appena, per ungere la piastra, è già pronto nel piatto.”

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