Di Nocciole e di altre avventure….

Posted on dicembre 7, 2012 di

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La terra è un qualcosa che dà. Un albero non si chiede se chi raccoglierà i suoi frutti è una brava persona, se è simpatica oppure no. La terra ti dona ciò che ha e lo fa con tutta sè stessa. E noi prendiamo, spesso prendiamo senza ascoltare, senza chiederci. Prendiamo e basta.

Ci sono momenti in cui ci fermiamo, può essere un attimo o qualche giorno ma in quel momento ci fermiamo ad ascoltare. Ascoltiamo chi ha da raccontarci qualcosa su ciò che stiamo prendendo, che ci insegna non a sentire il gusto delle cose ma a sentirne il sapore. E così può succedere che di un frutto semplice, come la nocciola, scopriamo grandi avventure. Proprietà curative, riti, usi e costumi che arrivano a noi da molto lontano, da quel più o meno lontano passato fatto di tradizioni, di gente semplice, di terra che allora, come oggi, regala tutta se stessa.

Terra e uomini, due ingredienti che non possono che creare una ricetta perfetta, fatta di contaminazioni che mettono insieme non solo prodotti ma astrazione, amore, complicità, rispetto, profumi, mattine nebbiose e cieli stellati, foglie secche e nocciole profumate.

Ed allora anche se l’Italia produce il 2% delle nocciole nel mondo noi abbiamo, nella tonda trilobata gentile delle Langhe non solo un frutto, non solo un prodotto ma la saggezza di un popolo che ha imparato ad usare la nocciola in ogni forma, a farne espressione di creatività e di necessità.

Ora lo sappiamo o semplicemente ce lo ricordiamo perchè grazie al Consorzio della nocciola, agli chef, ai medici ed agli esperti che in due giorni ci hanno accompagnato nel Relais Villa d’Amelia, la nocciola non è più solo una famosa crema da spalmare ma molto molto e ancora molto di più.

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